Effetto pandemia: boom di nuove attività a Vicenza

Effetto pandemia: boom di nuove attività a Vicenza

Il 2020 è stato un anno impossibile da prevedere, quello che qualcuno ha definito “cigno nero”: una metafora efficace, che identifica un evento che in pochi avrebbero potuto anticipare. Lo è stato soprattutto per il mondo del lavoro, nelle grandi città e in quelle più piccole.
In un quadro sicuramente preoccupante, sono però emerse delle tendenze interessanti, che hanno evidenziato una crescita per alcuni settori. Dati alla mano, come caso esemplare di un nuovo trend, abbiamo letto e interpretato la situazione di Vicenza: ecco le nostre considerazioni.

L’anno più imprevedibile per l’economia globale

Se il 2020 fosse un film, per certi versi ci sembrerebbe una pellicola di fantascienza: se ci avessero detto che gran parte delle aziende si sarebbe convertita allo smart working, non ci avremmo creduto. A parte queste considerazioni più frivole, sicuramente la pandemia ha avuto grandi effetti sui consumi e sul modo di lavorare di tutti.

Ciò è particolarmente vero per le attività in proprio e per i lavoratori autonomi. Un po’ in tutta Italia abbiamo visto dei cambiamenti importanti, che ci appaiono quanto mai significativi se osservati in città più piccole come Vicenza. Abbiamo esaminato la situazione del capoluogo vicentino perché ci è parsa emblematica rispetto alle tendenze di tutto il territorio italiano.

Abbiamo tutti sentito parlare di chiusure e crisi, ma per qualcuno il 2020 ha rappresentato l’occasione per crescere. Secondo i dati relativi al territorio di Vicenza raccolti dal Servizio Contabile Italiano, basati sulle richieste di consulenza e assistenza in tema fiscale, alcune categorie in particolare hanno mostrato una crescita evidente nei mesi passati (e no, non stiamo solo parlando del settore medicale). Ecco quali:

  • Artigiani
  • Agenti di commercio junior e over 50
  • Installatori di allarmi

Analizzando le richieste giunte ai commercialisti, è possibile tratteggiare un pattern da seguire con attenzione. L’aumento di aperture della partita IVA per gli artigiani, ad esempio, può essere facilmente interpretato sulla scia di una generale tendenza al mettersi in proprio. Quello che per molti potrebbe essere visto come un anno infausto, si è rivelato infatti l’occasione giusta per valorizzare un certo tipo di professionalità.

Mai come oggi è importante avere qualcosa di diverso da offrire, meglio ancora se legato al territorio e sinonimo di eccellenza italiana. Stiamo parlando di piccoli artigiani, ma anche di attività manifatturiere di precisione, tra le punte di diamante nel panorama produttivo del nostro Paese.

Per quanto riguarda l’aumento di richieste per l’attività di agente di commercio, restiamo in un quadro che parla piuttosto chiaro. Viviamo in un paese ricco di realtà aziendali, piccole o grandi che siano, e il ruolo della promozione dei prodotti e servizi è ancora cruciale. E, a maggior ragione, lo è in Italia, dove le attività sono variegate e sparse su tutto il territorio. Dal punto di vista delle imprese, avere un intermediario che cerchi clienti è sempre un plus; lo è ancor di più per gli agenti stessi.

Mettendosi in proprio come agente di commercio, poi, è possibile gestirsi il lavoro come si vuole: tornando alla situazione specifica legata alla pandemia di Coronavirus, fatta eccezione per il primo periodo più duro di lockdown, gli agenti hanno potuto spostarsi tranquillamente sul territorio per i loro affari.

Infine, veniamo all’aumento di richieste di inizio attività da parte di installatori di sistemi d’allarme. Anche in questo caso, il motivo è facilmente spiegabile: non è mai capitato prima che tutto il mondo restasse così lungo a casa e gli occhi di tutti si sono dunque focalizzati sull’ambiente domestico. Nei mesi di lockdown abbiamo fatto di tutto per rendere le nostre case più belle, accoglienti e soprattutto sicure. Da qui è nata la necessità di aggiungere anche un sistema di allarme efficiente, meglio ancora se dotato di telecamere e basato su sistemi innovativi.

Nuova vita a negozi e ristoranti

Il 2020, con le chiusure e i coprifuoco, è stato anche l’anno in cui molti hanno dovuto cedere i loro locali. Sopravvivere per molti non è stato semplice, soprattutto per chi non era strutturato per adattarsi a un nuovo modo di vivere la realtà: i ristoranti hanno dovuto confrontarsi con la necessità di offrire un menù take-away altrettanto invitante, così come bar e altri locali.

La richiesta di rilevare o aprire attività di ristorazione e negozi alimentari nel vicentino ci racconta però una storia di resilienza tipicamente italiana. Oltre a chi non ce l’ha fatta a continuare, ci sono state tantissime persone motivate a farcela per cambiare la loro vita. L’abbiamo visto nel caso dei piccoli negozietti di quartiere, presenti a Vicenza così come nel resto d’Italia, che sono letteralmente rinati durante il lockdown.

Abbiamo scoperto che acquistare nelle piccole botteghe ci piace di più, soprattutto se si tratta di prodotti locali e diversi da quelli offerti nelle grande catene di supermercati. Ecco perché giovani e meno giovani hanno deciso di scommettere sull’apertura di piccoli negozi e ristoranti di provincia: tutti abbiamo capito che un nuovo modo di vivere è possibile e ci sta piacendo.

Concludendo

Nonostante le difficoltà degli scorsi mesi, aprire la partita IVA a Vicenza e in altre piccole e grandi città italiane si è rivelata un’ottima scelta per molte persone. Mettersi in proprio è l’inizio di un grande percorso di crescita professionale, che deve essere supportato da grandi idee, pianificazione e ovviamente dall’aiuto di un commercialista capace che sappia consigliare il percorso migliore da intraprendere.